lunedì 26 marzo 2018

Quando le parole non sono superflue

"Immagina non ci sia il Paradiso
è facile se ci provi
Nessun inferno sotto di noi
Sopra di noi solo il Cielo
Immagina che la gente
viva per il presente...

Immagina non ci siano paesi
non è difficile da fare
Niente per cui uccidere o morire
e nessuna religione
Immagina che la gente
viva la loro vita in pace..

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno...

Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o fame
Una fratellanza di uomini
Immagina che la gente
condividere il mondo intero...

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo viva come uno..."
[John Lennon]

New York

mercoledì 21 marzo 2018

L'inquietudine del viaggiatore

Stasera vi parlo di me. Di come la mia inquietudine di viaggiatrice è divenuta costruttiva.
Io sono il secondo viaggio più bello della mia vita. Il primo, ovviamente, è mio figlio.
Chi viaggia spesso si pone il dilemma: avere un figlio o continuare a trotterellare per il mondo e rinunciarci.
Io ho scelto di avere un bimbo perché mi sono detta: cosa ci faccio con tutto ciò che imparo viaggiando se non lo posso trasmettere  chi resterà dopo di me? L'eredità di affetti di foscoliana memoria si può adattare anche alle esperienze di viaggio. E allora è nato Luca. La mia vita, il mio tour preferito, un insieme incredibile di paesaggi marini, montagne innevate, città piene di storia e altre con grattacieli soffocanti. I primi anni si è rimasti in Italia, poi abbiamo cominciato a girare l'Europa. Mare, ma non solo. Sicilia, Puglia, Liguria, Toscana, Sardegna, Corsica e poi l'amata Grecia per cinque anni di seguito.
E dopo? Al suo nono compleanno ho deciso che era pronto e sono iniziati i viaggi intercontinentali: Thailandia, Indonesia e quest'anno Stati Uniti. Un sogno che si avvera per tutti e tre. L'ennesimo dei tanti sogni che abbiamo. Sogni ad occhi a mandorla, a pelle d'avorio, a tavole da surf che brillano al sole, a piste di elefanti. Sogni a colori. 

Io e mio figlio - Corsica, 2010

lunedì 12 marzo 2018

Un Uomo

Stasera vi parlo di un uomo. Anzi, di Un Uomo. Un figlio della Grecia che per la libertà dei greci ha sofferto ed è morto. Alekos Panagulis tentò, nel 1968, di uccidere uno dei colonnelli, il temuto Papadopulos. L'attentato fallì, Alekos venne condannato a morte, poi la condanna fu tramutata in ergastolo. Passò 5 anni nel carcere di Boiati. 5 anni di agonia tra vessazioni e torture di ogni tipo. Con la caduta della dittatura dei colonnelli venne liberato. Conobbe la nostra Oriana Fallaci che riuscì a portarlo via dalla Grecia. Ma un Uomo non rinuncia al suo sogno. No. Rientra in Grecia per aiutare il paese a risalire. Morirà pochi giorni dopo il suo rientro in un alquanto "strano" incidente d'auto.
"Un Uomo" è uno dei libri più belli che abbia mai letto. E' un atto d'amore e libertà. E' buio e luce. E' bellezza che sconfigge il male.

"Se per vivere, o Libertà
chiedi come cibo la nostra carne
e per bere vuoi il nostro sangue
e le nostre lacrime,
te li daremo
Devi vivere"
[Alekos Panagulis, dicembre 1971]

"Ogni tuo gesto è un ingenuo trasporto d'amore, una goffa preghiera di essere amato, e la spavalderia di prima s'è dileguata. Ti cade la forchetta, ti cade il cucchiaio, e d'un tratto arrossisci come un bambino, mi porgi il regalo tenuto da parte per il mio ritorno: un foglio spiegazzato, coperto da una calligrafia minutissima. "Alekos! Cos'è?" "La poesia che preferisco, Viaggio. Te l'ho dedicata, guarda: c'è il tuo nome ora per titolo." Poi me la traduci con quella voce che sventra l'anima. (...) Qui ti interrompi, mi spieghi che il viaggio è la vita, che la nave sei tu, una nave che non ha mai gettato l'ancora, che non la getterà mai, né l'ancora degli affetti, né l'ancora dei desideri, né l'ancora di un meritato riposo.Perchè non ti rassegnerai mai, non ti stancherai mai di inseguire il sogno. E se ti chiedessi che sogno non sapresti rispondermi: oggi è un sogno cui dai nome libertà, domani potrebb'essere un sogno cui dare nome verità; non conta che siano o non siano obiettivi reali, conta rincorrerne il miraggio, la luce."
[da "Un Uomo" di Oriana Fallaci]

Alekos Panagulis e Oriana Fallaci

giovedì 8 marzo 2018

Chiedi alla Polvere

E' nata da ragazza la mia passione per gli scrittori americani. Kerouac, Hemingway, Francis Scott Fitzgerald, Bukowski e John Fante. Quest'ultimo italo americano. Ho amato tutti i loro libri, ma soprattutto quello che dell'America mi raccontavano. Libertà, meritocrazia, spazi aperti, possibilità di riscatto. 
Di Fante ho apprezzato molto "Aspetta primavera Bandini", ma mi sono letteralmente innamorata di "Chiedi alla Polvere" e da lì è partito il mio prepotente desiderio di percorrere il deserto del Mojave, il Parco Joshua Tree, la Death Valley. Sogno di chiedere porre la domanda alle yucche. Vi direte "quale domanda?". Questa.

“Chiedete alla polvere della strada! Chiedete alle yucche che si ergono solitarie ai margini del Mojave. Chiedete loro di Camilla Lopez, e sentirete sussurrarne il nome”
[John Fante]

Joshua Tree, Deserto del Mojave - California


lunedì 5 marzo 2018

L'inquietudine di Lisboa

Lisbona, la porta sull'Oceano Atlantico. L'ultimo baluardo di Europa prima di approdare in America Latina. La città mai ferma, mai doma. La patria dei garofani rossi. Del tepore che la corrente del Golfo le regala. Le salite, le discese, i vicoli, il mare, i murales, le botteghe, i caffè, i ristoranti. La poesia di Fernando Pessoa. La sua "inquietudine" eterna. I suoi pensieri indelebili scritti sui tovaglioli. Raccolti e uniti da un unico filo, l'arte. Andare a Lisbona senza aver letto Pessoa è un azzardo. Una follia. Un bacio agognato e mai dato.

"Non sono niente,non sarò mai niente,non posso voler essere niente.A parte questo ho dentro di me tutti i sogni del mondo."
[Tabaccheria, Poesie di Álvaro de Campos]

Torre di Belém, Lisbona

venerdì 2 marzo 2018

Le tre dita

Sono sempre stata attratta dalla geografia. Da bambina portavo con me in bagno l'atlante geografico. Seguivo con e dita i fiumi, i paralleli, i meridiani e andavo a cercar di capire se i monti erano in rilievo o no. Non lo erano, ma lo sembravano. La Grecia mi incuriosiva per le tante isole, per il mito di Atlantide e per le "tre dita".  Quella strana forma che la Macedonia acquista avvicinandosi al Mar Egeo. 
Qualche anno fa ho deciso di organizzarmi un tour di una settimana: Meteore, tomba di Filippo II, Salonicco e le tre dita o Halkidiki o Penisola Calcidica. Restai estasiata da ogni luogo visitato. Le Meteore luogo unico al mondo, con pinnacoli impervi e monasteri arroccati. Salonicco con uno dei lungomare più belli che abbia mai visto.  Il Monte Athos che ci guardava severo mentre eravamo in spiaggia, la piccola e bella Ammouliani, Sithonia con il suo verde e spiagge di ogni genere e Kassandra con due perle: la spiaggia dei Gabbiani e Capo Possidi, una striscia di sabbia circondata completamente dal mare. Il paradiso sulla terra, anche il 15 agosto!
Viaggiare per me è riportare ricchezza nel cuore, emozioni che durano una vita, bellezza e colore. La Grecia è questo e molto altro. E' la culla della civiltà, è il sale che guarisce e il sole che illumina i sogni. 

Capo Possidi